Immersione al Lago Verney: esplorazione, ricerca e tutela di uno dei laghi alpini più affascinanti della Valle d’Aosta
Sabato 22 agosto il VDA Diving è stato protagonista di una speciale giornata di immersioni al Lago Verney, a quota 2.088 metri, in collaborazione con il Consorzio regionale per la tutela, l’incremento e l’esercizio della pesca in Valle d’Aosta.
Un’immersione molto particolare, lontana dai consueti scenari marini, nata con un obiettivo preciso: conoscere meglio il Lago Verney attraverso l’esplorazione del suo fondale, effettuare rilievi batimetrici e raccogliere informazioni utili alla gestione della riserva di pesca.
Un’immersione speciale a oltre 2.000 metri
Il Lago Verney, situato ai piedi del Colle del Piccolo San Bernardo nel territorio di La Thuile, è uno dei più suggestivi laghi alpini della Valle d’Aosta.
Immergersi a questa quota rappresenta sempre una sfida e, allo stesso tempo, una straordinaria opportunità di esplorazione. Le basse temperature dell’acqua, l’altitudine e le caratteristiche del fondale rendono infatti l’immersione completamente diversa da quelle che normalmente caratterizzano le nostre attività in mare.
Per consentire lo svolgimento delle operazioni in sicurezza, il Consorzio regionale pesca aveva disposto, per la giornata del 22 agosto, la chiusura temporanea alla pesca di un tratto del lago interessato dalle immersioni.
La squadra della VDA Diving Academy era composta da 11 persone, tra sommozzatori e personale impegnato nel supporto logistico a terra. Sei subacquei hanno effettuato diverse immersioni, lavorando in squadra per raccogliere i dati e documentare le caratteristiche del fondale.
Alla ricerca della vera profondità del Verney
Uno degli obiettivi principali della giornata era quello di realizzare una serie di rilievi batimetrici, così da poter ottenere una mappatura più precisa della profondità del lago.
Il Lago Verney è da sempre accompagnato da racconti e leggende sulla sua profondità. Alcune tradizioni arrivavano a parlare addirittura di 40 metri di profondità.
L’immersione ha permesso di fare finalmente chiarezza. Il punto più profondo individuato dai nostri subacquei è risultato essere di 20,4 metri. Un dato importante, che consentirà ora di elaborare i rilievi raccolti durante le immersioni e realizzare una nuova mappatura batimetrica del bacino.
I dati saranno messi a disposizione del Consorzio regionale pesca, che potrà utilizzarli per conoscere ancora meglio il lago e migliorare la gestione della riserva e dell’ambiente nel quale vive la fauna ittica.
Un lago vivo e sorprendentemente pulito
Ma la batimetria non era l’unico obiettivo della giornata.
Durante le immersioni è stata effettuata anche un’attenta ricognizione del fondale, osservando le caratteristiche dell’ambiente sommerso, la presenza di fauna e l’eventuale presenza di rifiuti o oggetti estranei.
Il risultato è stato particolarmente positivo.
Il Lago Verney è risultato un ambiente vivo e in buone condizioni.
I subacquei hanno osservato la presenza di pesce, tra cui trote e salmerini, e una quantità di rifiuti davvero minima: al termine delle operazioni è stato raccolto meno di mezzo retino di materiale.
Un risultato che ci ha fatto particolarmente piacere e che conferma l’importanza della tutela e della corretta gestione di questi ambienti naturali.
Cosa abbiamo trovato sul fondale
Dal punto di vista morfologico, il fondale ha mostrato caratteristiche tipiche dei laghi alpini.
Nelle zone più vicine alla riva è stata osservata una significativa presenza di alghe, mentre nella parte centrale del lago, a circa 16-17 metri di profondità, il fondale diventa più pianeggiante ed è ricoperto da uno strato di sedimenti.
In alcuni punti questo deposito raggiunge uno spessore stimato di 60-70 centimetri, una caratteristica comune a molti ambienti lacustri.
Anche la temperatura dell’acqua ha confermato le condizioni tipiche di un lago situato a oltre 2.000 metri di quota: intorno ai 17 metri di profondità sono stati misurati circa 7-8 °C.
Nonostante le condizioni, la visibilità è risultata migliore del previsto, arrivando a diversi metri.
Le leggende del Lago Verney
Il Lago Verney è da sempre circondato da storie e leggende. Una delle più conosciute riguarda proprio la sua presunta profondità, che secondo la tradizione avrebbe raggiunto i 40 metri.
Le immersioni di sabato hanno permesso di ridimensionare questa leggenda: il dato rilevato è infatti di 20,4 metri.
Anche un’altra possibile curiosità, quella relativa alla presenza di residuati bellici sul fondo del lago, non ha trovato riscontro durante la ricognizione effettuata.
Un'esperienza importante per la VDA Diving Academy
Per la VDA Diving Academy questa giornata ha rappresentato molto più di una semplice immersione.
Le immersioni in ambiente lacustre sono infatti un’importante occasione di formazione, addestramento ed esplorazione, che permette ai nostri subacquei di confrontarsi con condizioni molto diverse da quelle marine.
Ma soprattutto, attività come quella realizzata al Lago Verney dimostrano come la subacquea possa diventare uno strumento concreto per conoscere, monitorare e tutelare gli ambienti acquatici.
La collaborazione con il Consorzio regionale pesca nasce proprio dalla volontà di mettere a disposizione competenze, esperienza e passione per contribuire alla conoscenza del territorio e dei suoi ambienti sommersi.
E adesso… si passa ai dati
L’immersione si è conclusa, ma il lavoro non è ancora terminato.
I dati raccolti durante le operazioni dovranno ora essere elaborati per arrivare alla restituzione delle mappe batimetriche del Lago Verney.
Sarà quindi possibile trasformare l’esperienza vissuta sott’acqua in informazioni concrete, utili per conoscere meglio la morfologia del lago e contribuire alla sua gestione.
È proprio questo uno degli aspetti che più ci affascina della subacquea: scendere sotto la superficie significa spesso scoprire un mondo che non vediamo, ma anche raccogliere informazioni preziose per comprenderlo e proteggerlo.
Un ringraziamento particolare va al Consorzio regionale per la tutela, l’incremento e l’esercizio della pesca in Valle d’Aosta per la collaborazione e per aver reso possibile questa attività.
E naturalmente grazie a tutta la squadra della VDA Diving Academy, ai subacquei e a tutte le persone che hanno lavorato a terra per permettere lo svolgimento delle operazioni.
Il Lago Verney ci ha regalato una giornata di immersione, esplorazione e scoperta. E sotto quei 2.088 metri di montagna abbiamo trovato un lago vivo, pulito e ancora capace di raccontarci qualcosa di nuovo.




